I localizzatori GPS sono strumenti utili, ma il loro impiego tocca un punto sensibile: la libertà e la riservatezza delle persone. Sapere dove si trova qualcuno o qualcosa può essere legittimo o, al contrario, costituire un illecito, a seconda di chi traccia, cosa traccia e con quali finalità. Ecco i criteri principali per orientarsi.
Il principio di fondo: titolarità e consenso
Il discrimine più importante riguarda due elementi: di chi è il bene da tracciare e se le persone coinvolte sono informate. Tracciare un oggetto o un veicolo di proprietà esclusiva è cosa diversa dal tracciare il mezzo o gli spostamenti di un’altra persona a sua insaputa. Quando entra in gioco la posizione di un individuo identificabile, si tratta di un dato personale e, in molti casi, particolarmente delicato, soggetto alle regole del GDPR.
Il tracciamento dei veicoli aziendali
In ambito lavorativo, la geolocalizzazione dei mezzi aziendali è ammessa, ma a precise condizioni. Lo Statuto dei lavoratori (in particolare l’art. 4 della legge 300/1970) disciplina i controlli a distanza: la localizzazione deve rispondere a esigenze organizzative, produttive o di sicurezza, va attivata seguendo le procedure previste e i lavoratori devono essere adeguatamente informati. Non è consentito, invece, usare questi strumenti per un controllo capillare e occulto dell’attività del personale.
In ambito familiare
Anche tra familiari valgono dei limiti. Tracciare il coniuge o un’altra persona adulta a sua insaputa può configurare una violazione della riservatezza, con possibili conseguenze legali. Diverso è il caso dei figli minori, dove la responsabilità genitoriale consente forme di tutela e controllo, che vanno comunque esercitate con proporzione, buon senso e nel rispetto della crescente autonomia del ragazzo.
Cosa configura un illecito
In generale, collocare un localizzatore sul veicolo o tra gli effetti personali di un’altra persona, per seguirne gli spostamenti senza il suo consenso e senza un titolo legittimo, espone a responsabilità. La raccolta sistematica di dati sulla posizione altrui può integrare un trattamento illecito di dati personali e, in determinate situazioni, profili di rilievo penale. La finalità “privata” non basta, da sola, a rendere lecita l’attività.
Usare i dispositivi nel rispetto delle regole
La tecnologia, di per sé, è neutra: tutto dipende dall’uso. Per impieghi pienamente legittimi – protezione di un proprio veicolo, gestione di una flotta, sicurezza di un oggetto di valore – è sufficiente scegliere lo strumento adatto e utilizzarlo correttamente. Dare un’occhiata ai dispositivi di localizzazione satellitare e alle loro applicazioni aiuta a individuare la soluzione giusta per le proprie esigenze. Quando il tracciamento riguarda persone, invece, è sempre opportuno verificare in anticipo i presupposti di liceità.

